Conversion rate, cos’è, a cosa serve e come si calcola

Conversion rate, cos’è, a cosa serve e come si calcola

Il tasso di conversione, o conversion rate, rappresenta un importante indicatore dell’efficacia di una campagna online, di un sito o di una pagina web. Ecco come si calcola e come migliorarlo

Avere un alto numero di follower o di visitatori è importante, ma spesso non è sufficiente. In molti casi, infatti, è necessario che gli utenti compiano un’azione. Potrebbe essere ad esempio effettuare un acquisto, iscriversi a una newsletter, compilare un form, commentare o condividere un post e così via. Parliamo in tutti questi casi di “conversione”. Il conversion rate o tasso di conversione indica quanti degli utenti di un sito web si trasformano in fruitori “attivi”, rispondendo a una call to action .Un buon tasso di conversione può essere quindi considerato un indicatore importante dell’efficacia della propria presenza online. Vediamo quindi come si calcola e come ottimizzare il conversion rate.

Come si calcola il conversion rate

Il tasso di conversione si calcola in modo molto semplice. Basta dividere il numero di conversioni per i visitatori unici del sito web e moltiplicare per cento, in modo da ottenere una percentuale. Ad esempio, se una landing page invita al download di un e-book, e su cento visite vengono effettuati 20 download, il tasso di conversione sarà pari al 20%. Google Analytics e Google Adwords calcolano automaticamente questo indicatore. Non esiste un tasso di conversione medio di riferimento: dipende dal contesto e dal tipo di azione richiesta. Possiamo però, per fornire un’indicazione di massima, affermare che per l’iscrizione a una newsletter solitamente il tasso si aggira attorno all’1%. Non ci si deve attendere quindi cifre molto elevate.

Come migliorare il conversion rate

Una volta calcolato il tasso di conversione, ci si può mettere all’opera per migliorarlo. Puntare ad aumentare il numero di visitatori del sito web è utile, ma non determinerà automaticamente un aumento del tasso di conversione. Meglio agire quindi sulla call to action, valutandone eventuali punti di debolezza e margini di miglioramento. La “chiamata all’azione” deve risaltare, essere ben visibile e collocata nella posizione giusta. Le immagini presenti all’interno della stessa pagina non devono distrarre l’utente, quindi vanno selezionate con attenzione. Se la richiesta è quella di compilare un form, è bene non inserire troppi campi, perché questo disincentiverebbe gli utenti. In generale, il numero di passaggi necessari non deve essere troppo elevato e la navigazione deve risultare facile e fluida.

Ottimizzare le conversioni

Esiste una vera e propria tecnica di marketing, chiamata CRO – conversion rate optimization, volta appunto ad ottimizzare il tasso di conversione. Le soluzioni per metterla in pratica sono molteplici. Una delle principali consiste nella somministrazioni di A/B test agli utenti di un sito web. In sostanza, si sottopongono ai visitatori due versioni alternative dello stesso sito o della stessa pagina web, in modo da valutare qual è la più efficace. Sono tanti gli elementi che possono essere testati. Ad esempio, parlando di un e-commerce, l’e-mail che viene inviata quando un utente abbandona il carrello: quale contenuto sarà più efficace nel farlo tornare sui suoi passi? Tra le altre azioni su cui puntare per aumentare il conversion rate non bisogna inoltre dimenticare l’ottimizzazione del sito web per il mobile, la segmentazione del pubblico e la personalizzazione dei messaggi.