La ricerca sulle auto a guida autonoma, o self driving car, procede a ritmi serrati, ma affinché questa tecnologia diventi di uso comune dovranno ancora passare degli anni
Le self driving car fino a poco tempo fa sembravano fantascienza, mentre sono – quasi – già realtà. Anche se prima di vederle sfrecciare per le nostre strade – a parte alcuni test – dovranno ancora passare diversi anni: il processo di automazione corre veloce ma la completa assenza di un elemento umano alla guida non è un passaggio così immediato. Occorre definire tutti i passaggi non soltanto sul piano tecnologico, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza, ma anche sul piano legislativo.
Che cos’è l’auto a guida autonoma
Una self driving car, o auto a guida autonoma, è un veicolo in grado di muoversi senza l’intervento diretto di un essere umano. In parole molto semplici, un’auto che “va da sola”. Per farlo, utilizza una combinazione di sensori, radar, lidar (laser per misurare la distanza), telecamere e intelligenza artificiale che le consentono di percepire l’ambiente circostante, prendere decisioni di guida e muoversi in modo sicuro. Questi veicoli sono programmati per seguire le leggi del traffico, riconoscere ostacoli, segnaletica stradale, pedoni e altri veicoli, e possono adattarsi a situazioni stradali variabili, come ingorghi o condizioni meteorologiche avverse.
Il cinque livelli di automazione
Le auto a guida autonoma possono operare su diversi livelli di automazione, definiti dalla Society of Automotive Engineers (SAE) in una scala da 0 a 5, nella quale il livello zero è nessuna automazione (il guidatore è totalmente responsabile):
- assistenza alla guida (es. cruise control adattivo);
- automazione parziale (il sistema controlla sia lo sterzo che la velocità, ma il conducente deve monitorare costantemente);
- automazione condizionale (il veicolo può gestire alcune situazioni, ma richiede che il guidatore sia pronto a intervenire);
- alta automazione (il veicolo può operare in determinate condizioni senza intervento umano);
- automazione completa (nessun intervento umano richiesto in qualsiasi condizione).
Self driving cars 2024
Attualmente, le tecnologie di automazione dei veicoli sono arrivate al livello 2 e in alcuni casi al livello 3, ma il livello 5 (guida completamente autonoma in tutte le condizioni) non è ancora stato raggiunto. Il livello 2 – automazione parziale – rappresenta la tecnologia più diffusa oggi nelle auto moderne. Sistemi come il Tesla Autopilot, il GM Super Cruise, o il Mercedes-Benz Drive Pilot sono esempi di questo livello. Questi sistemi possono gestire sia lo sterzo che la velocità, ma richiedono che il conducente rimanga attento e pronto a riprendere il controllo in qualsiasi momento.
Alcuni produttori stanno iniziando a lanciare sistemi di livello 3. Ad esempio, la Honda Legend e alcune versioni del sistema Mercedes-Benz Drive Pilot offrono funzioni di automazione condizionale su autostrade o in situazioni specifiche. In questo caso, il veicolo può gestire autonomamente determinate situazioni, ma richiede che il conducente sia disponibile per intervenire se necessario.
Il livello 4 è in fase di test in ambienti controllati. Aziende come Waymo, Cruise (General Motors) e Baidu stanno sperimentando veicoli di livello 4 in determinate aree geografiche limitate, chiamate geofenced zones. Questi veicoli possono operare senza intervento umano, ma solo in condizioni ben definite (ad esempio in determinate città o su strade specifiche).
Self driving cars a San Francisco
San Francisco è diventata un punto focale per lo sviluppo e il test delle self driving car grazie alla presenza di importanti aziende tecnologiche e startup che lavorano sulla guida autonoma. Due delle principali aziende che operano a San Francisco nel settore delle auto a guida autonoma sono Waymo e Cruise. Entrambe hanno lanciato una flotta di robotaxi (taxi senza conducente) in alcune aree della città. Si tratta di operazioni ancora molto monitorate e soggette a regolamenti rigidi.
Self driving cars in Bangalore
A Bangalore, spesso considerata la Silicon Valley dell’India, si stanno facendo progressi nel settore delle self driving cars, anche se a un ritmo più lento rispetto a città come San Francisco. Bangalore è un centro tecnologico, con numerose aziende e startup che lavorano su intelligenza artificiale, automazione e veicoli autonomi. Wipro, Infosys e Tata Elxsi lavorano sullo sviluppo di tecnologie legate ai veicoli autonomi; startup come Ather Energy, Flux Auto e Minus Zero stanno anch’esse esplorando il settore.
Self driving car in Italia
Anche in Italia sono stati condotti alcuni test per le auto a guida autonoma. Nel 2018 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato un decreto che consente la sperimentazione di veicoli autonomi su strade pubbliche, a patto che vengano rispettate determinate condizioni. Torino è stata una delle prime città italiane a impegnarsi attivamente con il lancio del progetto Torino City Lab e dimostrazioni pubbliche di veicoli autonomi su specifici percorsi urbani, come ad esempio il progetto di guida autonoma sul percorso che collega il Politecnico di Torino a varie aree della città. L’Università di Parma ospita invece il gruppo di ricerca VisLab, fondato da Alberto Broggi e ora parte di Ambarella, che ha condotto diverse sperimentazioni sulle self driving cars.