Chi è che cosa fa il Chief Innovation Officer

Chi è che cosa fa il Chief Innovation Officer

L’innovazione è la chiave di volta per differenziarsi in tempi di Digital Transformation. Esiste un ruolo, ancora poco diffuso, che se ne occupa a tutto tondo: il Chief Innovation Officer. Scopriamo chi è e cosa fa.

Uno degli elementi che oggi garantisce competitività a un’azienda è la capacità di rinnovarsi, di aggiornarsi, di stare al passo con i cambiamenti nel mondo del lavoro, nella società, nelle abitudini quotidiane delle persone. In una sola parola: l’innovazione. Responsabile di questo complesso ruolo è il Chief Innovation Officer. Una professione ancora poco diffusa e poco conosciuta, specialmente in Italia. Una figura manageriale che, in tempi di trasformazione digitale e di sostanziali cambiamenti anche a livello culturale, si occupa di coordinare i processi di innovazione all’interno dell’azienda. Vediamo di capire meglio chi è e cosa fa il Chief Innovation Officer e perché è davvero importante.

Chief Innovation Officer cos è     

Letteralmente, Chief Innovation Officer – CinO come abbreviazione – è la persona responsabile dei processi di innovazione in azienda e di cambiamento  all’interno di un’organizzazione. È colui o colei che dà origine a nuove idee e che allo stesso tempo è in grado di riconoscere e sostenere le idee innovative generate da altri lungo tutta la scala della gerarchia aziendale. Il termine “Chief Innovation Officer” è stato coniato e descritto per la prima volta nel libro “Fourth Generation R&D” del 1998 ma ha iniziato a diffondersi nella cultura aziendale solo negli ultimi anni.

Cosa fa e a cosa serve il Chief  Innovation Officer

Non è infrequente che le aziende fatichino a mutare nel tempo. Spesso si tende ad “accomodarsi” sui risultati ottenuti, ci si affeziona alle pratiche acquisite nel corso degli anni. Chiaramente è più facile ripetere sempre le stesse modalità,  mentre introdurre nuovi modi di ragionare, nuove prassi produttive o una differente organizzazione aziendale costa notevoli sforzi in termini di tempo, di energie e di risorse. Sforzi che, però, verranno sicuramente ripagati.

Il Chief Innovation Officer, in quanto responsabile dell innovazione, fa proprio questo: analizza lo status quo dell’azienda e lo aggiorna in base alle necessità del tempo presente. Lavora sulla leadership, sulla creazione di reti, sulle aspettative dei clienti, sulla corretta gestione degli incentivi, sull’introduzione di linee guida per modelli di business alternativi; sulla gestione, insomma, di un processo di innovazione efficace e trasparente. Si tratta di coinvolgere, in questo processo in continuo divenire, quadri e dipendenti, a tutti i livelli della gerarchia aziendale, perché la resistenza al cambiamento è insita in ogni tassello dell’organizzazione. L’ innovation manager deve riuscire a creare un ambiente favorevole al cambiamento.

Chief Innovation Officer e Chief Information Officer

Spesso si tende a considerare innovazione e tecnologia come due termini equivalenti. Non è così. Di conseguenza, il Chief Innovation Officer e il Chief Information Officer non sono la stessa persona, non corrispondono al medesimo ruolo, pur essendo entrambi due professionisti fondamentali in ambito di Industria 4.0. Il primo, come abbiamo già detto, si occupa di supervisionare e introdurre processi di innovazione a tutti i livelli  e in tutti gli ambiti aziendali. Il secondo cura invece l’aspetto puramente tecnologico, importantissimo, ma limitato alla trasformazione digitale dell’azienda. Il Chief Information Officer (CIO) è in sostanza il responsabile di dati e sistemi informatici.

L’innovazione, al contrario, non passa solo per la tecnologia. La tecnologia rappresenta uno strumento indispensabile, del quale nessuna azienda può fare a meno. Tuttavia, il concetto di innovazione fa riferimento a un più ampio spettro, include elementi organizzativi, pratici, ma anche culturali. Parte da un cambiamento di mentalità, da un approccio differente al mondo del lavoro e alla struttura aziendale. Per questo, un innovation manager deve avere una formazione e una esperienza a tutto tondo, nonché spiccate doti comunicative e di leadership.

Un recente studio dell’ Università di Pavia (2019) – riportato da Agenda Digitale – basato su un campione internazionale di 20.076 figure manageriali e dirigenziali operanti in 5.390 diverse aziende, ha mostrato come il Chief Innovation Officier sia una figura manageriale emergente ancora poco diffusa, che rappresenta solo il 2,2% fra tutti i C-Level del campione. Più diffuso il Chief Information Officer (8.8%). Inoltre, è interessante notare il fatto che nel 14.1% dei casi il capo dell’innovazione in azienda ricopra un ruolo con appellativo che richiama espressamente una responsabilità in ambito tecnologico/digitale. Un dato che conferma come in azienda spesso si assista a una commistione fra innovazione e tecnologia nella strutturazione di ruoli e responsabilità, anche ai più elevati livelli gerarchici. Un settore, dunque, che riserva ancora ampi margini di miglioramento.