Bounce rate, cos’è, a cosa serve e come si calcola

Bounce rate, cos’è, a cosa serve e come si calcola

Il bounce rate è il tasso di rimbalzo di un sito web, ovvero la percentuale di utenti che visita una sola pagina, per poi abbandonarlo. Non sempre un tasso basso è negativo: scopriamo perché e come alzarlo quando necessario

Il bounce rate indica la frequenza di rimbalzo dei siti web. Cosa significa? Il rimbalzo è la chiusura del sito da parte dell’utente dopo aver visualizzato una sola pagina web. Questo indicatore di performance ha una sua importanza, ma non necessariamente una sessione di una sola pagina è negativa. Dipende da altri elementi. Vediamo quindi come calcolare il bounce rate e come leggerlo alla luce del contesto in cui il sito web si colloca.

Che cos’è il bounce rate

Google Analytics fornisce una semplice e chiara definizione di bounce rate: “Un rimbalzo è una sessione di una sola pagina sul tuo sito”. Di fatto, lo stesso Analytics calcola tale rimbalzo come una sessione che “attiva una sola richiesta al server”. Ciò avviene quando un utente apre una singola pagina di un sito web per poi abbandonarlo senza attivare ulteriori richieste. Senza, cioè, visitare altre pagine. Il bounce rate, o tasso di rimbalzo, è quindi il rapporto tra il numero di visitatori che visitano una sola pagina di un sito web e il numero complessivo di visitatori del sito stesso.

Un bounce rate basso è sempre negativo?

La risposta a questa domanda è no. Dipende, infatti, da diversi altri elementi. Primo tra tutti il tipo di sito web. Chiaramente, se parliamo di un e-commerce che nella home page presenta solo un’introduzione, e che per procedere all’acquisto o perlomeno alla visualizzazione dei prodotti richiede di aprire altre pagine, allora un bounce rate basso rappresenta un problema. Significa infatti che dopo aver visualizzato una pagina del sito gli utenti lo abbandonano senza compiere l’azione desiderata. Se invece parliamo di un sito di informazione o di un blog, che raccoglie tanti contenuti in una sola pagina, il fatto che gli utenti lascino il sito dopo aver visualizzato una sola pagina non implica niente di male. Anzi, è la normalità. Inoltre, bisogna sempre ricordare che il bounce rate non tiene in considerazione il tempo di permanenza sull’unica pagina che viene visualizzata. Un utente che se ne va dopo pochi secondo è molto diverso da un utente che trascorre 5 minuti su una pagina.

Perché un tasso di rimbalzo è basso

Le ragioni per cui il bounce rate di un sito è basso possono essere molteplici. Intanto, dipende ancora una volta dal tipo di sito web. In generale però, quando il bounce rate è più basso di quanto si spera, questo difetto può essere attribuito a una scorretta organizzazione dei contenuti. Probabilmente, la distribuzione dei contenuti del sito non invita gli utenti a procedere ad un ulteriore approfondimento. Magari, perché tutte le informazioni sono contenute nella prima pagina, oppure perché le altre pagine non comunicano nel modo giusto. Anche la grafica gioca un ruolo molto importante nella navigazione di un sito web. Un sito realizzato con un design accattivante invita ad essere esplorato. Diversamente, una grafica approssimativa disincentiva l’utente a trascorrervi più tempo dello stretto necessario

Per questa ragione la user experience dev’essere il faro che guida la realizzazione di un sito web. Chiedetevi, ad esempio, se il vostro sito web è ben ottimizzato per i dispositivi mobile, se i tempi di caricamento delle pagine sono abbastanza rapidi e se le eventuali pubblicità presenti non siano troppo invasive. Infine, ma non per importanza, una delle cause di un alto tasso di rimbalzo possono essere dei contenuti di scarsa qualità. Può sembrare banale, ma le persone non sono disposte a perdere tempo con dei contenuti non interessanti o non curati. Investire risorse in una buona strategia di content marketing deve quindi sempre essere una priorità.

Quali sono i bounce rate medi in base alla tipologia di siti web

I tassi di rimbalzo sono estremamente variabili. Contentsquare ha individuato delle cifre di massima che possono aiutare a comprendere se il tasso di rimbalzo del proprio sito web è effettivamente basso oppure no. Il bounce rate di un blog varia normalmente tra il 70 e il 90 per cento. Cifra che nei siti di informazione scende tra il 40 e 60 per cento. Quando invece un sito web offre dei servizi e implica quindi un’azione da parte dell’utente, il bounce rate  dovrebbe attestarsi tra il 10 e il 30 per cento. Mediamente, gli e-commerce hanno tassi di rimbalzo che si aggirano attorno al 30 per cento. Ricordate in ogni caso di incrociare questo dato con il tempo di permanenza degli utenti sul vostro sito web.