Aldo Agostinelli

In un futuro non molto lontano mangiare insetti potrebbe essere molto più comune di quanto possiamo immaginare oggi: ecco come e perché

Mangiare insetti non è un’idea futuristica. Lo si fa da tempi immemori e ad oggi, sostiene la FAO, più di 2 miliardi di persone nel mondo sono entomofaghe, ovvero integrano gli insetti nelle proprie abitudini alimentari. In molte parti del mondo gli insetti sono comunemente usati come cibo nella loro forma “pura”, ovvero così come li vediamo: larve e grilli con le loro zampette in bella vista, vermi molli, magari vivi: una modalità che per noi occidentali è difficile da accettare. Molto più semplice è mangiare prodotti a base di insetti: non a caso, la farina di grillo è il primo alimento che si è diffuso in Europa. La strada da percorrere, però, è ancora lunga.

Perché gli insetti saranno il cibo del futuro?

Gli insetti potrebbero, se non risolvere, di certo permettere alla popolazione mondiale di fronteggiare il problema dell’insostenibilità degli allevamenti e della fame: entro il 2050 saremo quasi 9 miliardi di persone in tutto il mondo e la nostra attuale alimentazione non sarà più sostenibile. Basti pensare che gli allevamenti intensivi generano da soli il 14,5% delle emissioni totali di gas serra e che già oggi 800 milioni di persone soffrono la fame. Gli insetti possono essere la risposta. Scopriamo di più sul consumo di insetti e sulla loro sicurezza alimentare per il consumo umano.

Mangiare insetti in Italia

Se siete curiosi di sperimentare un pasto a base di insetti sappiate che potete farlo anche in Italia, così come in ogni altro Paese europeo. Il Regolamento CE 258/97 inserisce gli insetti nella categoria dei “novel food”, nella quale rientrano prodotti alimentari non consumati in modo significativo all’interno dell’Unione Europea. Tuttavia, poiché questi regolamenti sono ampiamente interpretabili, in Paesi come Olanda e Belgio i prodotti a base di insetti si trovano nei supermercati già da diversi anni.

Grilli da mangiare

Un altro regolamento più recente della Commissione Europea ( 2023/5) ha poi stabilito che i prodotti alimentari a base di Acheta domesticus, che altro non è che un comune grillo, possono essere venduti e comprati in tutti i Paesi europei. Quindi, dal gennaio 2023 è possibile mangiare prodotti a base di farina di grillo, anche se per ora gli italiani restano scettici (meno della metà li assaggerebbe).

Non pensate comunque di iniziare a sgranocchiare grilli al naturale. Il regolamento europeo prevede che gli animali vengano sottoposti a digiuno, congelati, lavati, passati a trattamento termico, essiccati, processati tramite estrusione meccanica per eliminare la componente oleosa e infine macinati. Quello che si ottiene è una farina parzialmente sgrassata che si può usare per pane, grissini o cracker, pizza, biscotti e altri prodotti da forno, barrette di cerali, piatti pronti a base di vegetali e legumi, birra e infusi, minestre e addirittura cioccolato. Potete trovare tutto ciò in commercio con il marchio Cricket One, un’azienda vietnamita per cinque anni avrà il monopolio all’interno dell’Unione Europea.

Cosa comporta mangiare insetti?

Mangiare insetti, come abbiamo visto, ha in primo luogo un impatto importante sulla sostenibilità ambientale e sociale. Ma lo ha anche sulla nostra salute, perché oggi sappiamo che consumare tanta carne (soprattutto rossa) non è affatto benefico per il nostro organismo, oltre che insostenibile. Fortunatamente l’insetto può essere considerato  un cibo di alta qualità dal punto di vista nutrizionale.

Mangiare insetti pro e contro

Gli insetti contengono il 65-70% di proteine ??complete, in alcuni casi quasi il doppio rispetto alla carne di manzo. Sono ricchi di vitamina B12, ferro e chitina e contengono tutti e nove gli aminoacidi essenziali. Inoltre, rispetto ad altri alimenti hanno meno grassi saturi e meno colesterolo. Occorre anche ricordare che gli insetti hanno un’alta efficienza di conversione nutrizionale, ovvero possono tramutare 2 Kg di cibo in 1 Kg di massa, mentre un bovino ha bisogno di ben 8 Kg di cibo per produrre un aumento di 1 Kg di peso corporeo.

Per quanto riguarda gli aspetti negativi, non esistono delle vere e proprie controindicazioni, ma più che altro delle criticità che possono essere presenti nella gran parte degli alimenti di origine animale: allergie, presenza di batteri e parassiti, presenza di sostanze chimiche. In realtà i principali limiti nella diffusione degli insetti sono due: l’accettazione culturale – in quanto per gli occidentali, e per gli italiani in particolare, non è facile accedere all’idea di mangiare insetti – e il costo. Gli allevamenti di insetti ad oggi sono ancora piuttosto costosi e non così semplici da realizzare, più che altro perché questi animali hanno bisogno di temperature elevate costanti.

Quali insetti si possono mangiare?

Nel mondo si mangiano più di 1.900 specie di insetti. I più diffusi sono i coleotteri (31%) seguiti da lepidotteri (bruchi), api, vespe e formiche, cavallette, grilli e locuste, cicale, cimici e cocciniglie. In realtà mangiamo già una ridotta quantità di insetti: nelle produzioni industriali mosche, ragni e altri animaletti finiscono inevitabilmente nella produzione, e non hanno mai creato problemi. La cocciniglia invece si usa da sempre come colorante naturale.

In che Paese mangiano insetti?

Le tribù di raccoglitori in Amazzonia e in Africa mangiano insetti comunemente. In Thailandia gli snack di grillo sono considerati una prelibatezza, ma pensiamo anche al Mezcal messicano, che si fa con un verme. Nel Sudafrica vanno molto i bruchi mopane, nel Sudest asiatico le uova delle formiche tessitrici. In generale, il consumo più elevato avviene nei Paesi tropicali, dov’è più facile reperire una grande quantità di insetti.

Che gusto hanno gli insetti?

Gli insetti hanno un gusto variabile. Spesso si parla di nocciola o di altra frutta secca, per avere un’idea. Ma la farina di grillo, ad esempio, rappresenta come altre farine una base abbastanza neutra che assume un sapore diverso in funzione della lavorazione e degli altri ingredienti con i quali viene mescolata. Molte star hanno abbracciato uno stile di vita basato sull’entemofagia. Se volete, Nicole Kidman vi spiegherà nel dettaglio tutte le sfumature di gusto che possono assumere bruchi (vivi), tarme della farina (vive anch’esse), grilli e cavallette (fortunatamente fritte).

Aldo Agostinelli