Come pubblicare un libro

Come pubblicare un libro

Quanti hanno un romanzo del cassetto? Tanti, considerando le richieste che ricevono ogni anno gli editori. Vedere la propria opera pubblicata non è facile. Ci sono diverse possibilità e alcune scelte da affrontare consapevolmente. Ecco le indicazioni per capire come pubblicare un libro

Pubblicare il proprio libro è un desiderio di molti scrittori esordienti. Tuttavia, arrivare alla pubblicazione dell opera può sembrare quasi un sogno impossibile. Questo perché le case editrici ricevono ogni anno milioni di opere, ma ne selezionano pochissime. La concorrenza è altissima: per riuscire a colpire un editore o un agente letterario servono molto talento, una buona strategia e una dose di fortuna.

Prima di tutto, bisogna scegliere una strada: sperimentare il self publishing, tramite un servizio online, oppure optare per l’editoria tradizionale rivolgendosi a una piccola casa editrice o puntando sulle grandi case editrici. Qualunque direzione si scelga, è bene sapere che saranno necessari tempo e pazienza. Per diventare un vero e proprio scrittore il percorso è lungo. Per cominciare, dunque, ecco i consigli su come pubblicare un libro.

I passaggi preliminari

Prima di passare alla pratica, affrontiamo i passi preliminari. Scrivere un libro può richiedere anni. In alcuni casi una vita intera. Quindi, meglio non avere fretta. Detto ciò, a un certo punto è necessario smettere di rileggere e rifinire l’opera: la perfezione è impossibile da raggiungere. È indispensabile invece mettere da parte l’orgoglio e far leggere con occhio critico il proprio libro a persone competenti. Accettando consigli e critiche, per poi rivederlo e sistemarlo. Agli scrittori esordienti è richiesta molta umiltà, anche se può essere fastidioso mettere in discussione il frutto del proprio lavoro.

Quando il manoscritto sarà definitivo, si può passare alla preparazione di una sinossi, un abstract sintetico capace di attirare l’attenzione e di riassumere in poche righe il senso della storia. Dedicate il giusto tempo a questo passaggio: non ve ne pentirete. Se poi pensate di rivolgervi a una casa editrice o a un agente letterario, preparate anche una lettera di presentazione. Nel contenuto, descrivete naturalmente il vostro libro, ma spiegate anche perché avete scelto quel gruppo editoriale o quell’agente. Non tutti sono uguali. Fate in modo che emergano le ragioni della vostra preferenza. In altre parole: non sparate nel mucchio. Ogni contatto deve essere ponderato e ben curato.

I concorsi letterari

Se vi state chiedendo come pubblicare un libro, forse pensate di essere già a una fase successiva. Invece, il ruolo dei concorsi letterari è molto rilevante. Se vuoi avere una via di accesso privilegiata al mondo dell’editoria, i concorsi sono la strada giusta. Rappresentano un’ottima opportunità per farsi notare e per entrare in contatto con un ambiente sconosciuto e spesso ostico. E anche in caso di una mancata vincita, fanno sempre curriculum.

Al contrario dei Premi letterari, come il Bancarella o lo Strega, sono le case editrici, oppure istituti letterari, a organizzare concorsi letterari proprio con lo scopo promuovere scrittori esordienti o poco conosciuti. Ne esistono moltissimi: per orientarsi, è utile scegliere quelli che identificano un genere, in modo da restringere il campo. Alcuni sono molto prestigiosi,  e vale sicuramente la pena provare. Tra questi, il Premio Italo Calvino, il Neri Pozza, il Premio Città di Castello, Io Scrittore.

La partecipazione ad un concorso serio è sempre un buon punto di partenza. Indipendentemente dall’esito. Rappresenta infatti l’occasione per conoscere i protagonisti del mondo editoriale, confrontarsi con altri autori, superare le paure e stimolare nuove idee.

Come pubblicare un libro da solo

Quando ci si domanda come pubblicare un libro, spesso la risposta è il self publishing. Pubblicare un libro da solo offre senz’altro numerosi vantaggi, ma comporta anche dei rischi e delle probabili delusioni. Con il self publishing l’autore diventa, in pratica, imprenditore ed editore di se stesso. Deve stabilire come presentare il libro al meglio, occupandosi di editing, correzione bozze, impaginazione e copertina. Ma anche mettere in gioco delle abilità commerciali.

Oggi sono molte le piattaforme con le quali è possibile auto pubblicarsi. Le principali e più affidabili sono Lulu, ilmiolibro.it, Amazon KDP, Passionescrittore e Youcanprint. Tramite alcune piattaforme, oltre a pubblicare il proprio manoscritto in ebook, consentono di stampare alcune copie e metterle in vendita.

I vantaggi del self publishing

Uno dei principali vantaggi dell’auto pubblicazione è la possibilità per lo scrittore di essere completamente libero. Valutate, però, se avete un’ampia rete di contatti ed eventualmente un buon sito, oltre che qualche competenza di digital marketing. L’ulteriore benefit è l’immediatezza della pubblicazione, in contrasto ai prolungati tempi che le case editrici tradizionali naturalmente impongono.

Infine, c’è l’elevata percentuale sulle vendite del libro: una piattaforma come Amazon permette di guadagnare dal 30% al 70% sul prezzo di copertina. Ma ovviamente, la ragione principale per la quale molti scelgono questa strada è una sola: la certezza di vedere il proprio libro pubblicato.

Gli svantaggi del self publishing

Il primo svantaggio è evidente, ed è l’altra faccia della medaglia del fatto che l’auto pubblicazione sia accessibile a chiunque: la scarsa autorevolezza. Lo scrittore deve affrontare molti pregiudizi sui romanzi auto pubblicati. In parte non a torto, dal momento che on line si trova di tutto.

La verità è che non esiste una via facile e veloce: se con le grandi case editrici è difficilissimo farsi notare per la loro selettività, sul web lo è per l’esagerata abbondanza. Anche in questo caso, quindi, bisogna presentare un lavoro di alta qualità e curato nei dettagli. A partire dalla copertina: agli utenti basta un’occhiata di pochi secondi per decidere che un libro non è valido.

Come pubblicare un libro con le case editrici

Fare richiesta alle case editrici tradizionali, dalle più piccole alle più grandi, è il metodo più classico e comunque sempre valido per pubblicare un libro. Le case editrici hanno specifiche e differenti linee editoriali, e spesso offrono al loro interno anche diverse collane. Quindi, come accennato in precedenza, bisogna indirizzare bene la propria proposta. Un grande editore tende a puntare su scrittori affermati che garantiscano un’importante tiratura, ma ciò non significa che non vada a caccia di esordienti.

In Italia sono attive numerose case editrici di dimensioni medie e piccole. Bisogna fare un’attenta ricerca e selezionare quelle adatte. Non mandate il vostro romanzo a tutte: sarebbe un errore. Attenzione alle case editrici a pagamento: un editore non dovrebbe chiedere a uno scrittore di pagare per ottenere la pubblicazione del proprio libro. Può capitare invece di frequente che chieda all’autore stesso di acquistare un discreto numero di copie del volume così da coprire le spese.

Gli agenti letterari

Anziché rivolgersi autonomamente alle case editrici, può essere una buona idea usare un tramite. Gli agenti letterari e le agenzie letterarie fanno proprio questo: svolgono la funzione di intermediari tra gli autori e gli editori. L’editore, solitamente, preferisce leggere un testo proposto dall’agente, prima di quello inviato da una persona che non conosce. In un certo senso, la si può considerare una preselezione alla quale può essere utile sottoporsi. Inoltre, in caso di esito positivo, l’agente si occuperà della gestione di tutta la parte contrattuale. Anche questo può costituire un elemento di garanzia, soprattutto per chi è alle prime armi.

In tutti i casi, se il libro viene accettato, bisogna armarsi di pazienza. I tempi di risposta possono essere molto lunghi. In caso di riscontro positivo, bisogna sempre ascoltare e recepire le richieste dell’editore o dell’agente, che probabilmente chiederà di intervenire modificando alcuni elementi. Quasi sempre ci si affeziona molto ai propri scritti, ed è difficile accettare di tagliarli o cambiarli. Ma è necessario.

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