Tra IoT, droni e Big Data, avanza la smart agricolture

Tra IoT, droni e Big Data, avanza la smart agricolture

Sostenibilità fa rima con digitale. Se non in senso fonetico, sicuramente in senso pratico. Con una popolazione in crescita che si prevede raggiungerà i 9 miliardi nel 2050, e un aumento della domanda di cibo tra il 59% e il 98%, solo l’ottimizzazione della produzione agricola, supportata dalle tecnologie, potrà in futuro salvarci da carestie e conseguenti conflitti armati. Si tratta di una strada già avviata e sulla quale si sta procedendo.

Robot, droni, satelliti, dispositivi IoT, sensori remoti, blockchain e Big Data, possono essere utilizzati – e in casi sempre più numerosi già lo sono – per consentire agli agricoltori, non solo di arrivare ad ottenere il sudato raccolto, ma di farlo con la miglior resa possibile, senza impoverire il terreno, disperdere le risorse d’acqua ed abbattere l’uso di sostanze chimiche. Ed anche per ottenere un più facile accesso al credito.

I sistemi di produzione agricola del passato hanno comportato costi elevati per l’ambiente: degrado del suolo, perdita di biodiversità, eutrofizzazione e cambiamento climatico. Oggi siamo dunque costretti a un passo in una direzione diversa che solo la tecnologia può aiutare a compiere: cercare di soddisfare la crescente domanda di cibo, riducendo contemporaneamente l’impatto ambientale.

La professione del contadino così evolve: se fino a ieri l’agricoltura era una materia da tramandare, uno scambio da una generazione all’altra, ora si tratta di formare figure, certamente preparate sull’argomento, ma anche dotate di buone se non ottime conoscenze e competenze digitali. Una tendenza che si è evidenziata negli ultimi 30 anni, col moltiplicarsi di corsi online, corsi post-laurea, certificati e workshop dedicati alla formazione della cosiddetta “smart agricolture”. Nel 2018, il mercato statunitense dell’agricoltura intelligente nel suo complesso (dall’agricoltura di precisione alle serre intelligenti, dai Gps ai droni) è stato stimato in 7,53 miliardi di dollari, con una previsione di crescita entro il 2023 di 13,50 miliardi (Is Digital Farming the Key to Sustainable Agriculture?).

Secondo il report di Global Market Insights, il mercato dei droni agricoli varrà oltre 1 miliardo entro il 2024. Nel frattempo, Merrill Lynch prospetta per il settore la generazione di 100mila posti di lavoro negli Stati Uniti e 82 miliardi di dollari di attività economica tra il 2015 e il 2025.

“Le tecnologie digitali stanno trasformando rapidamente l’agricoltura: i dati, l’analisi predittiva, l’intelligenza artificiale e la gestione complessiva della fattoria aiutano a risparmiare tempo e denaro e consentono una precisione e un’efficienza senza precedenti”, sostiene Dan Burdett, capo del Digital Agriculture della multinazionale svizzera che produce semi e prodotti chimici per l’agricoltura Syngenta.

Per valutare e incentivare anche il miglioramento delle condizioni economiche degli agricoltori 4.0, il programma mAgri di GSMA punta ai profili digitali. Si tratta di dotare gli agricoltori di un’identità digitale funzionale, che si renderebbe utile sotto due aspetti: da un lato per consentire agli agricoltori di accedere ai servizi finanziari (credito, assicurazione ecc); dall’altro, come spiega Daniele Tricarico, direttore di Insights Director di GSMA mNutrition, per “aiutarli a rispettare i requisiti di tracciabilità e certificazione nelle catene del valore agricole, in modo che possano migliorare pratiche e prodotti agricoli e avere accesso a prezzi migliori” (A New Era in Agriculture is Underway – A Look at Digital Farmer Profiles with GSMA’s mAgri).

Se consideriamo che l’80% del fabbisogno alimentare mondiale è prodotto da piccoli agricoltori o aziende a gestione familiare, l’applicazione delle tecnologie esistenti per il raggiungimento della produzione necessaria, senza al contempo impoverire l’ecosistema (e gli agricoltori), sembra palesemente l’unica opzione viabile per sfamare la popolazione in modo sostenibile per l’ambiente (Can access to data really transform agriculture for smallholders?).

Fortunatamente le voci ottimiste al riguardo sono molte. E la tecnologia sta facendo bene la sua parte. Sta a noi, dunque, spingere sul pedale dell’acceleratore della smart agricolture.

Quali tecnologie in particolare andrebbero implementate e applicate all’agricoltura 4.0?  Tweettate i vostri commenti a @agostinellialdo.

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