Connesso e mutante: il banking alla sfida hi-tech

Connesso e mutante: il banking alla sfida hi-tech

Come già accaduto in altri settori, le persone stanno cambiando abitudini anche in fatto di banche e servizi finanziari. L’abbiamo visto nelle modalità del commercio on line e off line influenzato da Amazon, lo notiamo in quasi tutte le prestazioni fornite a più livelli. Il mondo banking, che non è un’isola a sé stante, non fa eccezione. Casomai la questione non è SE cambierà o sta cambiando ma COME. In tal senso Deloitte Consulting si è unita al World Economic Forum, per condurre un ampio studio e cercare di fornire una panoramica del futuro dei servizi finanziari e di come il comparto si sta ridisegnando, preparandosi agli anni a venire (Cleared for takeoff-Five megatrends that will change financial services).

Lo sportello si dissolve

Lo scenario prospettato da Deloitte delinea cinque trend, che prenderanno corpo nel prossimo futuro. Il primo riguarda l’esperienza bancaria che, stando alle previsioni dello studio, diventerà completamente virtuale e non si limiterà ad occuparsi di transazioni.

Il cliente, sempre più confidente con la tecnologia, influenzerà le proposte delle istituzioni finanziarie.

Non solo: le banche dovranno essere in grado di rispondere alle aspettative sempre più elevate della propria clientela e lo dovranno fare senza soluzione di continuità, secondo il modello virtuale che sta prendendo piede. Le offerte di servizi si evolveranno, segmentandosi e allontanandosi da un approccio di massa del mercato, per raggiungere e soddisfare i bisogni di ciascuno cliente.

Infine le istituzioni finanziarie si affideranno maggiormente a figure esterne, capaci di fornire loro soluzioni online e mobili tempestivamente.

In poche parole, se le preiezioni diverranno realtà, il modello bancario universale, quello cui siamo abituati, si disgregherà e nuovi attori non convenzionali inizieranno ad operare sul campo.

Il pagamento è immateriale

È un fatto: le società attuali tendono a utilizzare sempre meno i contanti, a fronte di una maggiore frequenza di pagamenti virtuali effettuati tramite carte e smartphone. Secondo Deloitte il futuro dei pagamenti include la graduale scomparsa del denaro materiale anche nelle piccole transazioni, mentre i processi di pagamento diverranno nascosti all’utente finale, influenzandone i comportamenti e le abitudini. Il tutto ad un costo che, di pari passo con l’introduzione di nuove soluzione tecnologiche, sarà sempre più basso ed economico. L’immensa mole delle transazioni, poi, avranno un valore ulteriore: i dati. Un massiccio flusso d’informazioni che permetterà a fornitori di servizi e commercianti di conoscere meglio i propri clienti o, quantomeno, le loro abitudini di consumo.

L’assicurazione è personalizzata e il capitale distribuito

Il report elaborato da Deloitte prende in considerazione anche altri due elementi importanti del mondo finanziario, le assicurazioni e il capital raising. All’orizzonte del primo si delinea una forte accentuazione dell’offerta personalizzata, accurata e trasparente. Grazie alla connettività, che consente alle automobili di comunicare i dati di guida e del veicolo, e ai sensori che permettono di monitorare lo stato di salute di un individuo come pure della sua abitazione, il rapporto con l’assicuratore diventerà da un lato più hi-tech e dall’altro più stretto e fidato, implicando un elevato grado di responsabilità dell’operatore, ora custode anche della riservatezza delle informazioni raccolte. A fronte della personalizzazione, però, lo scotto sarà un probabile aumento del costo di abbandono dell’assicurazione scelta.

Quanto al capitale, le piattaforme distribuite di raccolta di capitali stanno “democratizzando” la gestione degli investimenti. Si tratta di mercati virtuali, spesso specializzati in determinati settori, per esempio le start-up, all’interno dei quali chi vuole investire può confrontare agevolmente le proposte e chi è in cerca di fondi ha l’opportunità di attirare potenziali investitori. Il tutto sta costringendo gli intermediari tradizionali a sviluppare nuove proposte per competere con i nuovi attori e, in prospettiva, ad escogitare nuovi sistemi di tutela per chi chiede e chi offre.

Tutti questi cambiamenti hanno un trait-d’union rappresentato dalla connettività. Ma, seppur dirompenti, non sono improvvisi. Osservare il mercato e analizzarne le tendenze, per gli operatori del settore resta il miglior modo per evolvere di pari passo.

Cosa ne pensate delle previsioni e dei trend prospettati dal report Deloitte? Sono realistici e condivisibili oppure no e perché? Tweettate i vostri commenti a @agostinellialdo.

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