La Blockchain rinnova il retailing. Alcuni esempi

La Blockchain rinnova il retailing. Alcuni esempi

Altro che criptovalute: la Blockchain promette di dare una scossa positiva al settore della vendita al dettaglio, intervenendo sul controllo dell’intera filiera e della consegna. Non a caso alcune delle maggiori aziende del globo stanno portando avanti progetti ambiziosi basati proprio sullo sfruttamento della tecnologia del registro distribuito. L’obiettivo è migliorare il servizio sia all’interno che verso l’esterno, per offrire ai clienti maggiori garanzie di efficienza e qualità. Primo tra tutti l’implementazione di un sistema antifrode e antisofisticazione che, soprattutto, in ambito alimentare, si rende particolarmente necessario per assicurare che quanto arriva sulle tavole dei consumatori sia realmente ciò per cui hanno pagato. Insomma per evitare altri “casi Tesco”, quando si scoprì che in alcuni prodotti del brand, al posto della carne di manzo dichiarata in etichetta, c’era fino al 60% di carne di cavallo (Horsemeat scandal: Tesco reveals 60% content in dish). Un danno di immagine non da poco.

Questo ed altri sono i motivi che hanno perciò spinto Walmart e Nestlé a collaborare con IBM per sviluppare un sistema basato sulla Blockchain, che consenta a tutti i fattori di approvvigionamento di condividere le informazioni e registrare i dati di ogni alimento in ogni punto della catena. Attualmente, infatti, ogni partecipante alla produzione, dall’allevatore/agricoltore all’imballatore fino al grande distributore e rivenditore, tende a tenere per sé le informazioni. E se si verifica qualche problema, per esempio di contaminazione, diventa difficile individuare in quale punto esatto della sequenza c’è stato scarso controllo o negligenza. La completa tracciabilità dei prodotti dovrebbe quindi spingere tutti gli attori a una maggiore responsabilità, consentirne la rapida rimozione dagli scaffali se incriminati e, al contempo, infondere fiducia ai consumatori (How Walmart, Alibaba, and Others are Shaking Up Retail With Blockchain).

Per debellare il problema della sostituzione alimentare, una delle frodi più diffuse che si basa sullo scambio di un prodotto di qualità con uno a più basso costo, anche il colosso del retailing Alibaba sta guardando alla Blokchain. In partnership con quattro società australiane e neozelandesi sta realizzando un tag prodotto con codice QR, che consentirà di registrarne tutti i movimenti su un libro mastro aperto, consultabile anche dai clienti via smartphone (Alibaba Ups Food Safety Down Under via Blockchain).

Per migliorare sensibilmente il trasporto marittimo delle merci (che riguarda il 90% del commercio mondiale), poi, la mega compagnia di navigazione Maersk, in joint venture con IBM, sta già testando una piattaforma basata sul registro distribuito che assolverà a due funzioni: fornire in tempo reale le informazioni di spedizione di tutti i partecipanti (fornitori di trasporti terrestri, vettori marittimi, porti, agenti doganali ecc) e digitalizzare e automatizzare le pratiche burocratiche, accelerando i processi e riducendo gli errori. Considerando che il costo di trasporto incide fino a un quinto del valore merce, se la Blockchain risponderà alle aspettative, in un prossimo futuro potremo godere di merci più sicure e meno costose.

Ritenete che la sicurezza alimentare sia una questione aperta? Tweettate i vostri commenti a @agostinellialdo.

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