Digital ADV, il nuovo step è la targettizzazione dell’umore

Digital ADV, il nuovo step è la targettizzazione dell’umore

Gli utenti emotivamente stimolati da una notizia gradiscono di più la pubblicità. Secondo una ricerca condotta dalla London School of Economics su 600 lettori del Times e del Sun, quanti sono stati sottoposti a un articolo coinvolgente (in positivo o negativo) hanno il 45% di probabilità in più di visualizzare successivamente un annuncio video, rispetto a coloro che sono stati esposti a contenuti “freddi”. Allo stesso modo, i lettori reduci da un contenuto che definiscono piacevole, hanno il 32% in più di probabilità di guardare l’intero video rispetto a coloro che sono stati esposti a contenuti non gradevoli (News UK looks to convince brands to advertise around hard news).

Targettizzando l’umore di un lettore e sommandolo alle sue preferenze, quindi, si può riuscire a indirizzare la sua attenzione verso determinati prodotti del digital Adv. Un approccio che piace in particolar modo ad agenzie e brand che, dopo l’entrata in vigore del General Data Protection Regulation europeo, guardano sempre più agli editori per la raccolta di dati legittimi. Non a caso l’idea di integrare i dati di orientamento e quelli emotivi è venuta al conglomerato mediatico NewsCorp, un gruppo che, solo negli States, vanta un pubblico di 140 milioni di individui. Per lo scopo il mega gruppo di comunicazione e informazione ha messo a punto News IQ, una piattaforma pubblicitaria in grado di integrare in un’unica soluzione tutti i dati collettivi di prima parte, le proprietà dei media premium e gli strumenti di data science (News Corp Launches News IQ).

Al motto di “fedeltà emotiva e impegno pubblicitario”, a distanza di un anno dal lancio, la notizia è che ora News IQ è sbarcata in Gran Bretagna. L’obiettivo è aiutare i brand a pianificare e ottimizzare le proprie campagne, spostando l’attenzione dalle metriche di clic a un sistema di misurazione definito da indicatori di consapevolezza e attenzione.  Come il tipo di storie a cui i lettori sono interessati, le abitudini di consumo o il tempo impiegato per interagire con un annuncio. Il tutto unito a sondaggi incorporati nelle news del Times e del Sun che interrogano i lettori su come si sentano riguardo ai contenuti letti, in modo da ottenere dati originali che permettano agli inserzionisti di orientare gli utenti sulla base delle loro opinioni ed emozioni (News UK now lets advertisers target readers based on their emotions and opinions).

Con questo sistema un’azienda che opera, per esempio, nell’ambito del turismo, ha modo di indirizzare il proprio messaggio pubblicitario a segmenti di pubblico che hanno una preferenza per le attività all’aria aperta ed opinioni legate a un senso di esclusività   oppure a quanti fanno un consumo massiccio dei video e rispondono con emozioni positive a storie d’avventura.

Insomma News IQ porta la targettizzazione a un nuovo livello: ora non è più  importante solo cosa un utente è o fa ma anche – e soprattutto – cosa pensa e sente. Dopo la privacy resta solo da scoprire quanto della propria intimità le persone siano disposte a condividere con i brand e a fronte di quali vantaggi.

Cosa ne pensate di questa nuova frontiera del targeting? Tweettate i vostri commenti a @agostinellialdo.

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