Chi ha paura di Amazon: il titano e-com punta al paid search

Chi ha paura di Amazon: il titano e-com punta al paid search

La competizione tra Google e Amazon a proposito delle ricerche legate all’e-commerce e ai prodotti sponsorizzati sta diventando agguerritissima. E il primo comincia ad accusare i colpi del secondo. Leggi l’articolo in Inglese.

Stando a al rapporto Age of Amazon di ClickZ in collaborazione con Catalyst, l’82% degli utenti di Amazon Marketing Services acquista prodotti sponsorizzati, mentre il 65% paga sia per gli annunci di ricerca principali sia per gli annunci display dei prodotti. Quest’ultimo, simile agli annunci di Google Shopping, rappresenta il prodotto pubblicitario a più rapida crescita della società, con la più alta sale-per-clic. Inoltre il gigante dell’e-commerce spadroneggia nel panorama della ricerca a pagamento dell’elettronica, detenendo da solo una fetta del 44% dell’intero settore.

Il punto è che la relazione tra ricerca a pagamento ed e-commerce si è fatta sempre più stretta. E sebbene il 60% dei 209 miliardi di dollari rappresentanti la spesa pubblicitaria digitale globale sia andato a Google e Facebook, il duopolio sembra destinato ad essere spodestato per opera di Bezos. Negli anni Amazon ha smesso di essere solo una piattaforma di e-commerce ed è diventato anche un motore di ricerca, cui ci si rivolge saltando del tutto i search engine tradizionali o come punto di partenza. E per questo ha già superato BigG in quanto a ricerca prodotto. Inoltre secondo il PricewaterhouseCooper Global Consumer Insights 2018, condotto su un campione di 22mila persone in 27 Paesi, ben il 14% dei consumatori acquista esclusivamente su Amazon.

Certo al momento Google e Facebook dominano ancora le entrate pubblicitarie ma Amazon continua inarrestabile la sua scalata. E nonostante i primi due continueranno a crescere anche per l’anno in corso, a detta di eMarketer perderanno più del 2% del mercato pubblicitario digitale, attestandosi al 56,8% contro il 58,5% del 2017. Mentre entro il 2020 Amazon passerà dal quinto al terzo posto (Data Suggests Surprising Shift: Duopoly Not All-Powerful)

Del resto rappresentando il meglio di Google (le ricerche) e Facebook (la forte identità), Amazon piace sempre di più ai marketer. In più in assenza di bot (ogni account corrisponde a una persona reale) e senza la possibilità per gli utenti di postare ciò che vogliono, non si verificano frizioni con gli inserzionisti (Watch out, Google and Facebook: Amazon ads are on the rise).

Per scalzare i rivali in ambito paid search, Amazon ha anche avviato dei colloqui con diverse company per vagliare la possibilità di pubblicizzare i propri prodotti sui dispositivi Echo e far pagare le aziende per un miglior posizionamento (Amazon is planning a push into digital advertising in 2018, challenging Google and Facebook).

Intanto Google si difende introducendo in AdWords la nuova funzione Shopping Actions, che permette ai consumatori di comprare beni direttamente dagli annunci, tramite l’assistente Google in grado di consentire il pagamento immediato (Google, Amazon and the relationship between paid search and ecommerce)

Basterà? Vero è che quando hai di fronte un colosso dell’e-commerce così ben affermato, la lotta si fa veramente dura.

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