Il programmatic adv cresce. Ecco cos’è e come funziona

Il programmatic adv cresce. Ecco cos’è e come funziona

Il digital advertising è in aumento in tutto il mondo: secondo il Global Adspend Forecast 2018, l’anno in corso vedrà la pubblicità digitale arrivare a toccare quota 220 miliardi di dollari entro i prossimi mesi, con un aumento del12,6% rispetto al 2017 e una quota del mercato del 38.3%. Una fetta bella grande che la porterebbe a superare la televisione, ormai statica al 35.5%.Di questa crescita beneficerà anche il programmatic advertising che dovrebbe registrare un +23% (Global Adspend Forecast 2018). Leggi il blog in inglese.

Un incremento che potrebbe viaggiare ancora più spedito se si rimuovessero alcune remore circa il funzionamento del meccanismo delle varie piattaforme. Stando a quanto riportato da The Drum, in riferimento ai dati raccolti in uno studio realizzato da Infectious Media, circa il 90% dei marketer sarebbero disposti ad investire più massicciamente nel programmatic se i sistemi di misurazioni delle statistiche fossero migliorati o, almeno, resi maggiormente attendibili. Dal report si evince che, per verificare il successo delle loro campagne, il 66% degli intervistati si basa ancora e semplicisticamente (un po’ troppo semplicisticamente!) sui clic (Most programmatic advertisers would pay more for better measurement)

A mio avviso, però, il problema risiede ancora più a monte e cioè nel fatto che non tutti ancora hanno ben chiaro cosa sia e come funzioni il programmatic advertising. Forse è il caso di spendere alcune parole per spiegarlo.

Volendolo definire in due parole, il programmatic adv è pubblicità computerizzata. Nel programmatic non ci sono due parti umane a contrattare spazi e tempi degli annunci, bensì il tutto è affidato a software specializzati in grado di automatizzare e ottimizzare il procedimento. In pratica sono le piattaforme informatiche che comprano on line gli spazi dedicati alla pubblicità in siti, portali e canali digitali. L’intero processo non è affatto casuale e si basa su enormi mole di dati ed anche sulla targettizzazione dei destinatari della pubblicità. Avviene così che i sofisticati algoritmi che animano i software del programmatic adv, riescano a mostrare i contenuti in tempo reale a quei gruppi di utenti che sono veramente interessati e che hanno maggiori probabilità di divenire consumatori dei beni o servizi promossi. La grandezza del programmatic è riuscire a mostrare il contenuto che l’utente vuole vedere, nel momento esatto in cui vuole vederlo (Programmatic Advertising).

Dell’ecosistema del Programmatic adv vanno poi conosciute alcuni parole chiave.

Il data-management platform (DMP) è la piattaforma che analizza i big data sul comportamento degli utenti, ed elabora una strategia che include la pianificazione, la tempistica della pubblicazione e la misurazione in tempo reale.
Il Demand-side platform (DSP) è la piattaforma utilizzata per l’acquisto degli spazi pubblicitari, sulla base dell’offerta del marketer. Il Supply-side platform (SSP)è il software che si occupa di analizzare lo spazio libero nei siti, il numero delle visite e la loro durata e posizionare la pubblicità.

Insomma un sistema più rapido, efficiente ed economico di promuovere i propri prodotti, che consente di avere un numero più elevato di consumer insightse delineare  Key Performance Indicator(KPI) più accurati.

Detto ciò, come già accennavo in “Programmatic adv: più spesa, meno inserzionisti. Ecco perché”, dare risposta a quel 53% di inserzionisti che chiedono una riforma della misurazione di base e maggiore trasparenza sarebbe utile per far decollare definitivamente il sistema.

Vi affidate al programmatic advertising per la promozione del vostro brand?Tweettate i vostri commenti a @agostinellialdo.

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Se ti è piaciuto questo post, leggi anche “Semplificare i big data serve ma attenzione a non esagerare

 

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