Le influencer non amano Snapchat. Fino a ieri

Le influencer non amano Snapchat. Fino a ieri

Gli influencer, soprattutto di sesso femminile, sembrano non amare molto Snapchat. Vuoi per il meccanismo stesso dell’instant social, originariamente progettato per consentire agli utenti di raggiungere piccoli gruppi di destinatari con contenuti effimeri, vuoi per l’area protetta dal marketing creata intorno agli iscritti, fatto sta che chi deve promuovere un prodotto, se ne tiene alla larga. Read it in English

Quando alcuni mesi fa la company di influenzatori Collective Bias ha interrogato le sue 550 influencer a proposito delle piattaforme social preferite, Snapchat è risultato considerato pochissimo o niente. Ai vertici troviamo infatti Instagram (28.4%), seguito da Pinterest (26.4%) e dai blog (24.7) e, a distanza, Facebook (14.2%) e Twitter (5.8%). YouTube ha conquistato solo un misero 0,6% di preferenze.

Un precedente sondaggio, simile nei contenuti, sottolinea la stessa indifferenza verso l’instant social. Il network di influenzatrici SheSpeaks ha chiesto di esprimersi a 347 influencer che hanno un blog e sono molto attive sul web. In questo caso il primo posto se l’è aggiudicato Facebook col 32% di voti, Instagram è stato scelto dal 24% delle partecipanti, Twitter dal 18%, Pinterest dal 10% e tutte le altre piattaforme, riunite sotto l’anonima sigla “altri”, un complessivo 12%. Snapchat, quindi, è non pervenuto o alla meglio galleggia con una percentuale da zero-virgola in quest’ultimo gruppo  (Facebook, Instagram Are Influencers’ Favorite Social Platforms)

Più che ingiustizia o mancato riconoscimento, lo scarso fascino che Snapchat esercita sul gentil sesso dell’influencer marketing è meritato o, piuttosto, voluto: il social si è costruito una reputazione proprio grazie a un modello che scoraggia i marchi ad entrare liberamente sulla sua piattaforma, che sono invece veicolati una area precisa, le Snapchat Stories.

Ma le cose stanno per cambiare. Il mondo va avanti e la mancanza degli influencer, siano essi donne o uomini, deve aver iniziato a farsi sentire. Tanto che alla fine dell’estate il social ha iniziato ad estendere la feature di verifica, sino a ieri riservata alle celebrity della cultura pop, anche agli influenzatori. In più ha aperto a questi ultimi le porte di Official Stories, spazio un tempo destinato solo alle figure pubbliche più conosciute (Snapchat warms up to social stars, extending verified accounts to influencers).

La conferma arriva dalla popolare grafica (e influencer) di origini filippine Cyrene Quiamco, in grado di guadagnare 10mila dollari postando un suo disegno per marchi come Walmart, Samsung, Disney o Burger King e seguita su Snapchat da oltre 100mila utenti. Meglio nota in rete come CyreneQ, la designer ha dichiarato di avere ricevuto da parte di Snap una mail in cui la società la avvisa di aver creato per lei un account verificato, che rende il suo profilo disponibile quando gli utenti cercano parole come “arte” o “design”, ed anche una guida su come accrescere la sua visibilità e il numero dei suoi fan.

È il segno del tentativo del social di dare casa agli influencer e riportarli indietro. Ma data la concorrenza agguerrita e il vantaggio lasciato ai competitor, la strada potrebbe essere decisamente in salita.

Pensate che Snapchat riuscirà a recuperare gli influencer? E, se sì, lo ritenete positivo oppure no e per quali motivi? Inviate i vostri commenti a @agostinellialdo.

 

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