Come la streaming tv sta cambiando la tv tradizionale

Come la streaming tv sta cambiando la tv tradizionale

Quando nacque la tv nel secolo scorso rivoluzionò il modo di apprendere le notizie e di trascorrere il tempo, in una parola, cambiò la nostra vita. Se pensiamo ai passi avanti che sono stati fatti negli anni apriamo una tematica davvero incredibile. Oggi il mondo della tv si è completamente trasformato e questo in particolare con internet e i servizi di streaming.

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Come riporta un recente articolo del Corriere della Sera ciò che ha davvero modificato l’avvento della streaming tv non è tanto relativo al quantitativo di tempo speso a guardare i video ma nella modalità di fruizione.

Le nuove generazioni ed in particolare i tanto chiacchierati Millennials sono maestri in questo: infatti, il 56% ricerca contenuti specifici on line senza legarsi a un canale o a un palinsesto particolare e lo fa usando proprio i servizi di tv on line.

Non parliamo più solo di canali di streaming classici ma anche dei nuovi mezzi offerti da Amazon, e Google o dai social network da Facebook a Twitter o YouTube. Come si legge anche su Business Insider proprio quest’ultimo ha di recente annunciato di voler dare vita a nuovi show legati a personaggi noti dello show business.

E non finisce qui. Infatti oggi anche gli operatori di telefonia mobile si sono evoluti ed in più rispetto ai “macro colleghi” hanno la possibilità di offrire un servizio video che non impatta sul traffico dati degli utenti.

Secondo Raconteur , in un articolo relativo al mercato UK, il numero di iscritti a servizi di streaming ultimamente è impennato. Netflix vanta 6 milioni di iscritti nel 2016 e ha raddoppiato in soli due anni rispetto ai 3 milioni del 2014. Anche Amazon è cresciuta toccando la soglia dei 2.5 milioni nel 2016 partendo da 1.5 milione del 2014.

Claire Enders, AD e media analyst di Enders Analysis , riferisce che il picco in UK del tv viewing è stato durante le olimpiadi del 2012 e che negli ultimi 5 anni c’è stato un declino, ma che tuttavia la morte della tv classica è ancora lontana. Dello stesso parere è Rob Hodgkinson, Chief Operating Officer di TV Player, una delle maggiori piattaforme di livestreaming TV in UK con più di 1 milione di utenti attivi al mese. Hodkinson afferma anche che ci stiamo muovendo verso la quarta generazione della tv, diretti sempre più verso l’internet tv e gli OTT (over the top services) ma che tuttavia la tv classica sarà sempre presente. Nel mercato UK si calcola che nel 2025 la tv tradizionale vanterà ancora l’80% degli utenti.

Un altro mercato importante è quello americano dove secondo Emarketer sia i più giovani che gli adulti spendono più tempo rispetto al passato a guardare shows e film in streaming senza impattare l’accesso alla tv.

Per quanto riguarda la Gen Z (13 – 17) il 40% dice di aver visto lo stesso quantitativo di tv dell’anno precedente, il 35% un po’ meno e il 25% di più. E anche i dati Nielsen relativi al 2016 rivelano che i teenager statunitensi (12 – 17) hanno trascorso quasi 14 ore a settimana davanti alla TV con una media di due ore al giorno.

Per quanto riguarda il mercato italiano negli ultimi anni c’è stata un’impennata. Le stime riportate da La Repubblica parlano di 700mila utenti di streaming tv di cui 280mila sono fruitori di Netflix. Una crescita celere in pochi mesi se si pensa che nel settembre del 2015 gli spettatori Netflix erano attorno ai 200mila e a gennaio del 2016 quel numero si era già triplicato.

L’Istituto di ricerca Nextplora nel 2016 aveva rivelato che il 15% degli utenti maggiorenni con accesso alla rete aveva usufruito di contenuti a pagamento in streaming. Il 48% provando Netflix, il 40% Infinity e il 37% Sky Online (NOW TV). Successo anche per i canali non a pagamento come Youtube con il 57% delle preferenze e Rai.tv con il 40%.

Nonostante la diffusione e l’espansione dello streaming tuttavia anche l’Italia resta per ora un paese ancora legato alla tv tradizionale e come riporta IHS Technology con le nostre 4 ore e mezza al giorno davanti allo schermo siamo i maggiori fruitori di televisione dell’Europa Occidentale.

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