L’utente mobile vuole il “qui e ora”. Parola di Google!

L’utente mobile vuole il “qui e ora”. Parola di Google!

Azione immediata, gratificazione istantanea, impulsività: è con questi termini che Lisa Gevelber, Vice President Marketing di Google per le Americhe, descrive l’attitudine comportamentale di chi impugna il proprio smartphone e deve prendere una decisione.

Grazie al mobile, infatti, gli utenti si sono abituati a informarsi, acquistare e agire sul momento e i brand si sono attrezzati di conseguenza, cercando di fornire sempre più un’esperienza calibrata sulle nuove esigenze. Una tendenza costantemente in crescita, tanto da spingere Google a indagare i suoi dati di ricerca per fornire indicazioni utili ai marketer, su cosa chiedono i 3 utenti su 4 che utilizzano il proprio telefono per soddisfare le necessità. Read it in English.

Il primo dato emerso è che la ricerca “aperto ora” è triplicata negli ultimi due anni. Gli utenti si rivolgono a esercizi e servizi “aperti ora” in particolare in due casi: quando hanno del tempo libero da riempire e quando si trovano in una situazione di emergenza ed hanno bisogno di trovare al volo un medico o una farmacia nelle vicinanze del luogo in cui si trovano. Ne consegue che per le decisioni seduta stante, il bisogno immediato prevale sul dove si è.

Un’altra informazione importante ricavata da Big G riguarda la consegna: le ricerche con “spedizione nello stesso giorno” sono aumentate del 120% dal 2015 ad oggi, con una particolare preferenza riguardo alla fascia mattutina. Il dato, unito a quanto sopra spiegato, dettaglia maggiormente il quadro dell’immediatezza all’interno del quale opera l’utente di smartphone, sempre più orientato verso un agire dell’ultimo minuto.

Tant’è che sono in crescita anche i search su viaggi e soggiorni in giornata (+150%), con parole chiave quali “viaggi oggi”, “voli oggi” e “alberghi stasera”.

Google delinea anche il comportamento tipo degli utenti mobile: il 53% abbandona il sito se il suo caricamento richiede più di 3 secondi di tempo e per ogni secondo di ritardo si verifica una perdita di conversione del 12%. Considerato che il tempo medio di caricamento di un sito su smartphone è di 22 secondi, ne consegue l’estrema necessità di gran parte dei vendor di adeguare e implementare i propri spazi web, pena una corposa moria di accessi.

Per verificare la prontezza di uno spazio digitale mobile, ricordo che Google ha approntato una pagina web ad hoc. Si chiama Test My Site ed è semplicissima da utilizzare: basta inserire l’url del sito e si ha un’idea della velocità, della qualità di caricamento e dell’eventuale perdita di utenti. Il tutto è corredato anche da alcuni suggerimenti sulle procedure da attuare per migliorare le performance.

Informazioni alla mano, la conclusione cui giunge Lisa Gevelber è facilmente intuibile: oggi come oggi i consumatori hanno aspettative più alte che mai e ricercano il qui, ora e adesso per la propria esperienza on the go in rete. Ai brand e ai commercianti averne consapevolezza e dimostrare la capacità di affrontare una sfida non più demandabile, certamente seria ma ad alto tasso di soddisfazione (soprattutto in termini di business e introiti!).

Quanto curate la versione mobile del vostro sito? Twittate i vostri commenti @agostinellialdo.

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