Proiezioni e nuovi studi confermano: l’adv on line viaggia sui video

Proiezioni e nuovi studi confermano: l’adv on line viaggia sui video

Il video on line avanza a grandi passi. E la pubblicità cresce di conseguenza. Nessuna sorpresa: come spiegavo nel post “Video advertising: parola chiave del 2017”, il video advertising è ormai il fattore chiave per qualsiasi marketer o brand che voglia centrare i propri obiettivi di business.

A sostenere questa tendenza ora arrivano anche ulteriori dati da considerare con attenzione. Secondo le previsioni rilasciate da Cisco, entro il 2021 il video costituirà l’82% del traffico internet globale. Una proiezione più che plausibile, soprattutto se consideriamo che già lo scorso anno rappresentava ben il 73%. Read it in English.

Un focus particolare, poi, va dedicato ai video live. Le dirette di qualità, che siano via Facebook Live, Twitter o YouTube, stanno “mangiando” sempre più connettività. La richiesta insomma cresce e, con questa, anche il consumo di banda. Tradotto in byte si tratta di circa 25 exabyte – l’equivalente di 25 miliardi di gigabyte – entro cinque anni, ossia il 13% dell’intero utilizzo di banda. Una crescita enorme, soprattutto se si pensa che nel 2016 il video ha consumato “solo” 1,6 exabyte, cioè il 3%. Qui i dati sull’esplosione degli online video.

Per avere un quadro esaustivo dei possibili investimenti in digital adv, a questi dati occorre unire quelli aggiornati sul mobile. Secondo il Media Consumption Forecasts 2017 elaborato da Zenith, il consumo di internet on the go ha sostenuto un +44% l’anno dal 2010 al 2016, e nel 2019, cioè solo tra un anno e mezzo, costituirà una fetta del 26% del consumo di tutti i media.

Intanto lo studio PwC – Global Entertainment & Media Outlook 2017-2021 afferma che la pubblicità on line nel 2016 ha superato quella televisiva in ricavi: 190 miliardi di dollari contro 169 miliardi. Nel 2017 i ricavi internet video supereranno quelli dell’Home Video ed entro il 2021 il mercato E&M mondiale varrà 2.237 miliardi di dollari (+4,2% rispetto allo scorso anno).

L’equazione appare evidente: più video on line, equivalgono a più video adv. E gli spot inseriti in immagini, live o registrate, sembrano confermarsi se non LA strada, sicuramente una di quelle principali che i marketer devono imboccare. In special modo nell’ottica dei contenuti ad hoc per smartphone e tablet.

Guardando all’Italia, però, siamo ancora un po’ indietro.  Secondo i dati sugli Internet Media presentati dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, sebbene nel 2016 gli utenti abbiano trascorso sugli smartphone oltre il 60% del tempo in rete, la raccolta pubblicitaria mobile rappresenta solo il 30% del totale della pubblicità on line. Non va meglio ai tablet: le app costituiscono solo il 5% del mercato pubblicitario online, anche se in crescita del 36% rispetto al 2015.

Ne consegue che il 65% del totale del digital advertising italiano passa ancora attraverso il desktop.

Va detto che il peso dei computer nel mercato pubblicitario sta diminuendo, a tutto vantaggio di quello degli smartphone: lo scorso anno, l’adv mobile ha toccato quota 706 milioni di euro, il 54% in più rispetto al 2015.

Adesso è proprio arrivato il momento per i marketer nostrani di iniziare a guardare seriamente al trend per non perdere terreno.

Cosa ne pensate dell’adv mobile? Fatemi avere i vostri commenti @agostinellialdo.
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