Le differenze generazionali che i digital marketer devono capire e sfruttare

Cedere i propri dati personali, a patto di riceverne in cambio una migliore esperienza utente: secondo una ricerca condotta in Gran Bretagna da YouGov, le nuove generazioni sono molto più propense e disposte a condividere con i brand i propri dati personali, se ne possono trarre benefici.

Commissionato da Epiphany, il sondaggio ha coinvolto un campione di 2.029 persone al di sopra dei 18 anni di età. I risultati sono stati esposti nel documento “Understanding Consumer Behaviour”.

Dallo studio, per esempio, è emerso che per il 24% dei consumatori interpellati di età compresa tra i 18-24 anni, i social media sono un canale di ricerca fondamentale per decidere cosa comprare, a differenza degli over 55. Per il 63% di questi ultimi, infatti, le piattaforme social non hanno alcun ruolo durante la fase di pre-acquisto. Read it in English.

Restando nel mondo social, la pubblicità su Facebook risulta essere tra le più efficaci: circa un quinto (19%) di tutto il campione ha dichiarato di aver cliccato almeno una volta in tre mesi su un annuncio visto in bacheca. Letti i dati precedenti, non sorprende che la percentuale salga al 35% se si pone sotto la lente d’ingrandimento il target 18-24 anni.

E ancora: il 28% degli intervistati tra i 25 e i 34 anni di età si rivolgono ai video, soprattutto quelli su YouTube, per cercare ulteriori informazioni sui prodotti. Un dato che lancia un chiaro segnale ai brand sull’importanza di coinvolgere gli utenti con contenuti utili e in grado di attirare la loro attenzione, compresi i tutorial.

Da notare che il 55% di quelli tra i 18 e i 24 anni guardano video sul telefono, a fronte dell’8% di chi ha intorno ai 55 anni.

Oltre che per gli e-store, l’importanza di un simile approccio vale anche per i negozi fisici ed è sottolineata da un ulteriore dato: quasi un quarto (24%) del campione ha dichiarato di essere più propenso ad acquistare in-store, magari nel negozio vicino casa, se stando in rete ha notato la pubblicità on-line di un certo brand.

In questo panorama la penetrazione massiccia degli smartphone svolge un ruolo di primo piano. Ben il 36% dell’intero campione utilizza il proprio telefono cellulare per lo shopping on line; si sale al 60% per il gruppo di età 25-36 anni e un terzo di questi dichiara di fare acquisti dal telefono ogni giorno.

La ricerca ha inoltre rilevato che il 28% degli intervistati usa lo smartphone per l’online banking. Nella fascia 25-34 anni la percentuale sale al 49%.

Ma è soprattutto riguardo ai dati personali che la differenza tra generazioni emerge con forza: il 55% dei consumatori di età superiore ai 55 anni è contrario ad essere monitorato e targettizzato dalle pubblicità durante la navigazione; la percentuale scende al 43% nel caso dei 25-34enni. Mentre il 19% della fascia 18-24 è disposto a condividere i propri dati se ciò comporta ricevere risultati di ricerca più accurati, a fronte di appena il 5% degli over 55.

Va da sé che in un mercato digitale sempre più complesso, per i marketer riuscire a interpretare i comportamenti dei diversi gruppi di consumatori è fondamentale. Per farlo, però, è necessario prima di tutto esplorare il percorso del cliente e capirne le motivazioni.

Sareste disposti a condividere i vostri dati personali in cambio di un’esperienza di acquisto personalizzata? Mi piacerebbe avere i vostri commenti. Tweettate @agostinellialdo.

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