Amazon: tre nuovi servizi di IA per gli sviluppatori di app

Amazon: tre nuovi servizi di IA per gli sviluppatori di app

Ogni giorno l’intelligenza Artificiale compie un passo avanti in più. Soprattutto tra i big del settore hi-tech, che ne stanno facendo un uso via via più intenso per i propri servizi di vendita e assistenza al cliente. Read in English.

E, ancora una volta, ad essere in prima linea nel settore è Amazon: dopo aver rivelato lo scorso ottobre l’implementazione del suo Echo, lo speaker intelligente dotato di IA e interazione vocale, il colosso dell’e-commerce ha annunciato tre nuovi servizi di intelligenza artificiale, destinati a facilitare il lavoro degli sviluppatori di applicazioni (AWS Announces Three New Amazon AI Services).

Si tratta di Amazon Lex, Amazon Polly e Amazon Rekognition.
Il primo, Amazon Lex, è un servizio per la creazione di interfacce di conversazione che utilizzino la voce e il testo. Grazie a Lex, gli sviluppatori possono creare e testare i bot direttamente nella Amazon Web Services Management Console (AWS), digitando alcune frasi di esempio insieme con le istruzioni e ottenendo i parametri necessari per realizzare il lavoro. Lex poi costruisce il modello linguistico e pone le domande di follow-up necessarie per completare l’operazione.

Amazon Polly, invece, consente agli sviluppatori di aggiungere funzionalità vocali dal suono naturale ad applicazioni come i newsreader o le piattaforme di e-learning. Gli sviluppatori possono inviare messaggi di testo a Polly utilizzando l’SDK o dall’interno della AWS Management Console e Polly restituisce un flusso audio che può essere ascoltato direttamente oppure memorizzato in un formato audio standard. Polly dispone di 47 voci tra maschili e femminili e di 24 lingue con svariati accenti tra cui poter scegliere.

Infine Amazon Rekognition consente agli sviluppatori di creare applicazioni in grado di analizzare le immagini e riconoscere i volti, gli oggetti e le scene. Il servizio di IA può individuare i volti all’interno delle foto e rilevare particolari caratteristiche come, per esempio, se il volto è sorridente o gli occhi sono aperti. Inoltre Rekognition supporta funzionalità avanzate per l’analisi del viso, come il confronto e la ricerca facciale. In pratica utilizzando Rekognition,  gli sviluppatori possono creare un’applicazione che calcoli in tempo reale quante probabilità ci sono che due immagini ritraggano la stessa persona. Allo stesso modo, gli sviluppatori possono creare raccolte di milioni di volti e confrontarli con un singolo viso per vedere se uno o più corrispondono.

“La combinazione tra algoritmi migliori, big data e potenza di calcolo del cloud sta rendendo l’IA una realtà per gli sviluppatori. Siamo entusiasti di vedere come utilizzino Lex, Polly e Rekognition per creare una nuova generazione di app, dotate di un’intelligenza simile a quella umana e in grado di vedere, sentire, parlare e interagire con le persone” ha dichiarato recentemente Raju Gulabani, vice IA di AWS.

Intanto, però, mentre l’IA avanza, da più parti iniziano ad essere sollevati dubbi circa l’eticità della IA stessa e delle sue possibili applicazioni. Tanto che Google, Amazon, Microsoft, IBM e Facebook hanno siglato una partnership per affrontare le questioni etiche più importanti. Insomma IA sì ma con giudizio!

Cosa ne pensate dell’IA applicata ai bot e ai servizi agli utenti? Mi piacerebbe avere i vostri commenti. Tweettate a @agostinellialdo.

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