Cosa i marketer europei dovrebbero sapere sul digital nel 2017

Metà del mondo è online. Più di un terzo è presente sui social media. Più di uno su cinque della popolazione mondiale ha concluso acquisti online negli ultimi 30 giorni.

Questi i numeri rilasciati dall’interessante report Digital In 2017 condotto da We Are Social. Uno studio decisamente esaustivo (conta oltre 750 diapositive) che è una lettura essenziale per ogni marketer fornendo statistiche incisive che aiutano a dimostrare come il marketing digitale è più importante che mai.  Read in English.

Ho riassunto qui i dati provenienti dai quattro mercati europei che più mi interessano: la mia Italia, ma anche Regno Unito, Spagna e Francia.

Italia (dalla slide 72 del report We Are Social)

Il 66% degli italiani usa internet e il 52% è sui social. Il primo dato è allarmantemente basso. Si tratta di un ‘errore’ o siamo davvero in una digital dark ages? Mi piacerebbe avere i vostri commenti in proposito.

In Italia, c’è stata una grande crescita del social via mobile: un +17% rispetto allo scorso anno. Un dato in linea con i risultati globali e ci ricorda che quando i marketer pensano in chiave social, devono farlo anche rivolto al mobile.

L’89% di noi ancora guarda la TV in modo tradizionale, e cioè attraverso l’apparecchio televisivo. Sebbene, YouTube è il social network più popolare e il 61% di noi guarda video su mobile. Di certo, non mancano dati sull’importanza dei digital video nel 2017, ma queste statistiche forniscono una fonte affidabile di prove concrete.

In fine, metà degli italiani hanno fatto acquisti ecommerce negli ultimi 30 giorni. Che altro? Il 20% ha finalizzato l’acquisto su mobile. Il fatto che un italiano su cinque faccia acquisti online su dispositivi mobili dovrebbe convincere definitivamente ogni e-retailer ad avere un sito ottimizzato per mobile. Pena perdere l’opportunità di una fetta dei 10miliardi di dollari di revenue che l’ecommerce italiano ha fatto registrare nel 2016 (ben 555 dollari ad utente).

Gran Bretagna (Dalla slide 179 in poi)

Il 92% degli inglesi usa internet e il 64% è sui social – media maggiore degli italiani in entrambi i casi, ma in linea con il resto d’Europa. Il 5% degli inglesi inoltra usa la wearable tech: apparentemente un dato basso ma molto più di Italia, Francia o Spagna. Questo dimostra che sebbene la tecnologia wearables sarà un trend del 2017, c’è ancora molta strada da fare prima che diventi mainstream.

In confronto all’Italia, molti più inglesi vedono la TV on demand e contenuti in streaming online. I dati italiani potrebbero aumentare se le emittenti italiane aumentassero la loro offerta on demand? Probabilmente.

Il report ha rivelato anche che gli inglesi sono campioni di shopping online: il 76% ha fatto acquisti online negli ultimi 30 giorni (il 37% da mobile). Mi chiedo quanto questo sia dovuto ad un maggiore desiderio dei consumatori inglesi o al fatto che i rivenditori britannici offrono esperienze e-retail particolarmente buone?

Spagna (Dalla slide 173 in poi)

In Spagna, la survey ricela che le persone hanno più smartphone che televisori. Una statistica intrigante da considerare attentamente quando si pianifica una campagna adv. Può il mobile placements avere più peso del tradizionale TV advertising? I dati rivelano inoltre cosa esattamente fanno gli utenti su mobile: l’80% degli spagnoli usa il telefono per accedere a internet, il 47% gioca, il 44% accede al mobile banking e il 78% guarda video. Prendete nota: al giorno d’oggi, il telefono è onnipresente.

Francia (Dalla slide 55 in poi)

La statistica che mi ha più colpito per la Francia è che Facebook messenger è la app di messaggistica numero uno per il paese. Molto più popolare di Whatsapp, scarsamente usato in Fracia, ma alla pari con FB messenger nel resto del mondo. Una grande notizia per i brand che vogliono lanciare chatbots in Francia, poichè Facebook Messenger offre questa funzione. Una buona notizia anche per tutti quei brand che sperano un giorno di ottenere dati dal dark social, visto che Facebook ha un trascorso nello sharing (qualcuno potrebbe dire oversharing) di dati di valore con gli advertisers. WhatsApp, d’altra parte, usa crittografia end-to-end per tutti i messaggi: una buona notizia per la privacy, non tanto per ottene informazioni su ciò di cui la gente parla.

Quali sono gli aspetti più intriganti del report? Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni. Scrivete o commentate via Twitter @AgostinelliAldo.

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