Il futuro prossimo della pubblicità passa per l’IoT

Recentemente negli Stati Uniti l’Interactive Advertising Bureau (IAB), in collaborazione con Maru VCR&C, ha condotto uno studio intervistando 1.200 consumatori sui dispositivi tecnologici collegati al web, dalle auto di ultima generazione alle Tv, dagli smartwatch agli occhiali, ossia gli oggetti smart che fanno parte dell’ecosistema dell’Internet of Things, l’Internet delle Cose. Read in English.

I risultati del report, denominato molto semplicemente “Internet of Things”, hanno evidenziato come ben il 62% delle persone interpellate disponga di un dispositivo connesso e il 65% di quelli che non ne possiedono uno ha intenzione di acquistarlo. Ancora più interessanti i dati riguardanti la pubblicità:  il 55% dell’intero campione sarebbe disposto a ricevere annunci in cambio di sconti o app esclusive, percentuale che sale al 65% tra coloro che già usano gli oggetti connessi. Inoltre il 69% di quanti hanno una disponibilità economica intorno ai 100mila dollari annui e il 68% dei giovani di età compresa tra i 18 e i-34 anni, è d’accordo con le pop up pubblicitarie via IoT.

I vantaggi offerti all’advertising (Ads) dall’Iot sono molteplici: non si tratta solo di riuscire a fare arrivare il messaggio di un prodotto a un target di clienti ben individuato ma anche di poter utilizzare una serie di dati che lo rendano mirato e, dunque, efficace. Le aziende in grado di raccogliere i dati dell’Internet delle Cose, infatti, in futuro potranno utilizzarli anche per comprendere meglio il profilo di chi ha acquistato il prodotto e il modo in cui lo utilizza, aggiungere nuove informazioni al Crm, avvisare i propri clienti delle future implementazioni del prodotto stesso e  sviluppare campagne di fidelizzazione. Il che apre le porte anche alla partecipazione di attori secondari in grado di sviluppare programmi e applicazioni ad hoc.

Il brand Absolut, per esempio, in partnership con Evrythng, una company focalizzata sull’IoT, sta progettando delle bottiglie smart connesse in rete. Con oltre 100 milioni di bottiglie consegnate ogni anno, è una mossa logica per restare in contatto con i proprio clienti anche dopo l’acquisto (“How Absolut Vodka will use the Internet of Things to sell more than ‘static pieces of glass’”).

Nell’èra della IoT, i dispositivi collegati in rete sono dunque i nuovi strumenti intelligenti attraverso i quali gli inserzionisti potranno entrare nella vita quotidiana degli utenti con un livello di penetrazione mai avuto prima. Non solo: l’Adv potrà avvantaggiarsi anche di due elementi fondamentali sinora  sconosciuti all’advertising tradizionale, la tempistica e la pertinenza. In pratica gli oggetti connessi, comunicando costantemente i dati raccolti, possono consentire ai brand di intervenire come e quando c’è bisogno. Per esempio avvisandoli in tempo reale se nel frigo smart di un cliente è finita la maionese o il latte di soia, che programmi guarda sulla sua tv connessa o per quanto tempo alla settimana fa quale tipo di sport e dove. Informazioni di altissimo valore al fine di strategie pubblicitarie a colpo sicuro (“IOT- The Future of Smart Advertising”)

Usate i dispositivi connessi in rete? E gradireste una pubblicità tarata con precisione sui vostri gusti e necessità? Mi piacerebbe avere i vostri commenti. Tweettate a @agostinellialdo.

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