Il web che gli esperti non studiano fa vincere le elezioni

Aldo AgostinelliE’ la terza elezione Usa dove i social e internet risultano decisivi per l’assegnazione dello studio ovale. Un vero scompiglio per tutti gli analisti ed esperti politici che, continuando a limitare l’analisi della vox populi attraverso i canali tradizionali, hanno clamorosamente sbagliato nell’intercettare le intenzioni di voto. A urne chiuse, infatti, lo scrutinio ha prodotto il risultato che tutti sappiamo, suscitando sbalordimento tra quanti, a poche ore dall’inizio del voto, davano Hillary Clinton vincente sull’avversario con l’83% di vantaggio. Un epic fail per molte grandi testate giornalistiche e televisive, come pure per le società di analisi e sondaggi.

Spiega il giornalista Carlo Brunelli “Ha ragione chi dice che i media non hanno capito cosa stesse succedendo in America: mentre eravamo intenti ad analizzare la realtà convenzionale, una nuova narrazione virtuale si andava creando in rete, specialmente in quella parte di internet lontana dai social network” (Meme, board e viralità: la rete lontana dai social che ha incoronato Trump).

Trump ha lanciato un geofiltro fotografico chiamato “Debate Day: Donald J. Trump vs. Crooked Hillary”

Un esempio eclatante è Snapchat, il social mobile amato dal target più giovane di utenti e, dunque, di elettori – l’86% degli utilizzatori ha un’età compresa tra i 13 e i 34 anni . In soli 4 anni ha raggiunto 150 milioni di utenti attivi (Twitter ne ha 140 – Snapchat Passes Twitter in Daily Usage) e una media di 10 miliardi di video visualizzati al giorno. Per catturare l’attenzione dei millennials, Trump ha lanciato un geofiltro fotografico chiamato “Debate Day: Donald J. Trump vs. Crooked Hillary”, per la prima volta nazionale (in genere i filtri sono creati solo per eventi locali ed è così che si è limitata ad usarli la Clinton). Gli utenti potevano farsi dei selfie da condividere con gli amici, con lo sfondo di fuochi di artificio e la scritta “Make America Great Again!” Il filtro è stato visualizzato ben 80 milioni di volte. Un vero successo.

Aldo Agostinelli
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Stando alle rilevazioni di Socialbakers, solo su Twitter la campagna elettorale dei due candidati ha prodotto 75 milioni di conversazioni. Ma è ormai evidente che, all’ombra dei social target 30+, noti e monitorabili, esiste una zona d’ombra fatta di app, chat, siti e blog, oscura agli analisti. Una loro indagine, un’osservazione del mood predominante, avrebbe evitato a tanti lo shock post elettorale per l’incoronazione del miliardario come 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Sul 4chan, un board dove chiunque può postare anonimamente il proprio pensiero e i thread scompaiono dopo alcuni minuti di inattività, il gruppo di estrema destra alt-right ha diffuso i suoi messaggi di appoggio al candidato repubblicano tramite meme. Sfruttando Pepe The frog, il personaggio più famoso sul forum, il gruppo xenofobo ha veicolato l’immagine simpatica del futuro Presidente, trasformandola in un fenomeno virale. Al punto da spingere lo stesso Trump a twittare la sua caricatura da rana vestita da Presidente degli Stati Uniti.

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Un dato, quindi, è certo: cercare di capire chi voterà chi e perché, basandosi solo sulle reti offline e i social “tradizionali”, non basta più.

Ritenete anche voi che il web sia in grado d’influenzare le opinioni politiche delle persone? Mi piacerebbe avere i vostri commenti. Tweettate a @agostinellialdo.

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